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Clair Archive - Posting 000020.txt from 2006/09

From: "teresio.alberto@-----.it>
Subj: Re:[clair] domanda su i tre pezzi di I. Stravinsky
Date: Sun, 24 Sep 2006 10:02:52 -0400

Spero di fare cosa gradita riportando in calce la traduzione dell'interes=
sante articolo di Rosario Mazzeo, celebre clarinettista italo-americano, =
riguardo l'interpretazione dei 3 pezzi di Stravinsky (PAGE 8 "The Clarine=
t" MAY / JUNE 1991)
Probabilmente Anita Unterthiner l'avr=E0 gi=E0 letto nella lingua origina=
le. L'articolo =E8 tratto dall'archivio Klarinet:
http://test.woodwind.org/Databases/Klarinet/1996/03/000527.txt

Saluti a tutti

Teresio Alberto

Nel 1950 , o poco prima, mentre Serge Koussevitsky, il nostro direttore, =
era ancora vivo, Igor Stravinsky venne a trascorrere una settimana con la=
Boston Symphony per un programma di sua musica. Esso includeva il suo f=
amoso Le Sacre du Printemps. Ero sia il clarinettista basso che il pers=
onnel manager dell'orchestra e avevo avuto modo di eseguire gi=E0 molte v=
olte i suoi Tre Pezzi per Clarinetto solo. Invero devo averli suonati in =
almeno 50 esecuzioni. Detto tra parentesi, le prime esecuzioni di questi =
pezzi (1919) furono del mio immediato predecessore, il clarinettista pic=
colo (Edmond Allegra) al quale successi in quel ruolo. Nel 1939 divenni i=
l clarinettista basso dell'orchestra. Durante le prove dell'orchestra Str=
avinsky era stato molto lusinghiero nei miei confronti. Inoltre, poich=E9=
il mio ufficio era a pochi passi dalla quello del direttore, avemmo molt=
e occasioni per conversare durante il periodo che egli pass=F2 con noi. I=
nutile dire, presto portai l'argomento sui tre pezzi ed egli molto gentil=
mente si trattenne a lungo, battuta per battuta, con osservazioni molto =
chiare riguardo al mio modo di suonarli. Parl=F2 molto circa "l=B4eccesso=
di teorizzazione" o "l=B4eccesso di interpretazione individuale" nell=B4=
esecuzione di questi pezzi. Egli ammise che ogni esecuzione era tenuta a =
contenere aspetti e convinzioni dell=B4esecutore, ma fu particolarmente c=
ritico e in modo negativo verso coloro che suggerivano che la composizion=
e seguisse qualsiasi teoria o modello studiati. Invece, disse che le not=
e scritte parlerebbero da sole, se gli esecutori aderissero al testo scr=
itto (con l'eccezione di un errore di stampa). Egli scrisse soltanto ci=F2=
che sentiva. Diede risalto al fatto che i pezzi furono scritti per Alle=
gra, che non era affatto un suonatore di jazz. Pi=F9 tardi, dopo aver as=
coltato Cahuzac (certamente uno dei migliori virtuosi) suonare questi pez=
zi, egli sugger=EC alcuni cambiamenti nell'atteggiamento e nello stile ge=
nerale. Sembrerebbe che nulla nelle sue composizioni o ascoltato da lui d=
irettamente, indicasse che egli si aspettasse o desiderasse una esecuzion=
e " jazz". Io ho ascoltato molte registrazioni ed esecuzioni e certamente=
non ho trovato un consenso " jazz". Egli era felice con qualsiasi tipo =
di esecutore li eseguisse purch=E9 sapesse far fronte ai problemi. Quand=
o la sua opera completa fu registrata sotto la sua supervisione, fu Guy =
Deplus, uno degli eccezionali solisti francesi, che fu scelto. Naturalmen=
te non c=B4=E8 dubbio che i pezzi furono influenzati dalla musica jazz d=
i quel periodo. Dopo tutto, Stravinsky aveva ascoltato molto jazz. Ma c=
ome Anton Swenson aveva citato nel suo splendido libro sulle tecniche an=
alitiche , Stravinsky dice ".. Il Jazz - ha esercitato di tanto in tanto =
un'influenza sulla mia musica fin dal 1918... " Ci=F2 che Stravinsky mi =
disse allora (1948/59?) fu che qualunque cosa lo avesse influenzato mentr=
e scriveva i pezzi per clarinetto =E8 stata chiaramente esposta dai suoi =
simboli musicali e dalle indicazioni scritte, che sono di fatto una ling=
ua universale. Di conseguenza, se un esecutore facesse realmente tutto qu=
anto indicato nel testo, il risultato finale sarebbe quello che lui, il c=
ompositore, intendeva. Lo ha paragonato a due persone che dicono le stess=
e parole, ma con differenti accenti. Se uno volesse chiamarlo "jazz," ben=
e, potrebbe. Egli ripeteva che aveva scritto nella terminologia musicale =
per gente che sa leggere la terminologia musicale. Se faranno questo, e c=
on sufficiente abilit=E0, il risultato sarebbe un=B4esecuzione come egli=
pretendeva. Naturalmente, ho letto tutti gli scritti che ho potuto trov=
are che discutevano di questa musica. Non c=B4=E8 disputa con le differen=
ti opinioni al riguardo, ma sono soddisfatto che egli sentiva che i suoi =
segni stampati parlassero da soli. Il dedicatario che commission=F2 quest=
i pezzi (Werner Reinhart) era un clarinettista entusiasta e un sostenito=
re generoso, ma il clarinetto non era la sua vita. Di conseguenza certe i=
ndicazioni stampate di Stravinsky riguardo la respirazione erano in ecce=
sso rispetto a ci=F2 che un virtuoso professionista avrebbe bisogno, ed e=
ffettivamente Stravinsky riteneva che alcune di queste indicazioni impedi=
ssero il flusso melodico e ritmico. Egli disse senza mezzi termini che se=
qualunque professionista sapesse leggere bene la musica (e presumeva c=
he tali musicisti lo sapessero!), i risultati sarebbero quelli intesi, sp=
ecialmente riguardo l'andamento ritmico e le lunghe frasi Iiriche. Cos=EC=
ci=F2 che egli indic=F2 e ci=F2 che allora suonai per lui secondo quelle=
istruzioni gli provoc=F2 un largo sorriso e "quello =E8 il senso, quello=
=E8 il flusso che avevo in mente." A proposito, l'uso dei clarinetti in =
Sib e in La =E8 stato segnalato in modo che l=B4adeguato carattere di og=
ni parte fosse meglio ritratto, particolarmente la calma del primo e la v=
ivacit=E0 del terzo movimento. Il testo che segue =E8 basato sulle correz=
ioni contenute nella mia copia di quel periodo. Era l'edizione Chester d=
el 1920. Tutti i riferimenti sono l=EC. Una delle molte emozioni della m=
ia vita ha raggiunto il vertice la scorsa estate quando, in Svizzera, son=
o stato invitato ad andare alla collezione Reinhart a Winterthur, dove un=
ex allievo (Jurg Fehr) aveva preso accordi per me affinch=E9 potessi esa=
minare il manoscritto originale del concerto per Clarinetto di Mozart. Sc=
endemmo in un remoto seminterrato della biblioteca, l=E0 per un'ora incre=
dibile ho avuto il privilegio di esaminare la partitura nota per nota. No=
n avevo mai tenuto nelle mie mani un manoscritto di Mozart, e tanto meno =
uno per clarinetto. Il direttore delle biblioteca, notando la mia estasi,=
spar=EC per alcuni minuti, quindi ritorn=F2 con un grande sorriso e con=
della musica in mano. Questa la pass=F2 poi a me. Immaginate la mia mera=
viglia quando scoprii che erano i pezzi di Stravinsky. Ero scosso dall=B4=
agitazione e trascorsi un=B4altra mezz=B4ora esaminandoli nota per nota.=

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From : "Anita Unterthiner" Anita.Unterthiner@-----.at
To : clair@-----.org
Cc :
Date : Tue, 19 Sep 2006 22:39:28 +0200
Subject : [clair] domanda su i tre pezzi di I. Stravinsky

> Un cordiale saluto a tutti della lista,
> mi chiamo Anita Unterthiner e sto studiando al Mozarteum a Salisburgo. =
Al momento sto scrivendo la mia tesi finale su i tre pezzi per clarinetto=
di I. Stravinsky ma finora non ho trovato molta letteratura. Volevo chie=
dere se avete dei consigli per trovare piu`informazioni (su recensioni de=
l primo concerto ecc.) grazie intanto
> (l`italiano non e`proprio mia madrelingua -spero che si puo`capire quel=
lo che intendo...;-)
> ciao a tutti
> Anita
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