Clair Archive - Posting 000019.txt from 2006/09
From: Diego Casadei <Diego.Casadei@-----.it> Subj: Re: [clair] domanda su i tre pezzi di I. Stravinsky Date: Fri, 22 Sep 2006 03:26:40 -0400
Anita Unterthiner wrote:
> Un cordiale saluto a tutti della lista,
> mi chiamo Anita Unterthiner e sto studiando al Mozarteum a Salisburgo. Al momento sto scrivendo la mia tesi finale su i tre pezzi per clarinetto di I. Stravinsky ma finora non ho trovato molta letteratura. Volevo chiedere se avete dei consigli per trovare piu`informazioni (su recensioni del primo concerto ecc.) grazie intanto
> (l`italiano non e`proprio mia madrelingua -spero che si puo`capire quello che intendo...;-)
> ciao a tutti
> Anita
Cara Anita,
ho provato a cercare qualche cosa che potesse esserti utile, ma non ho
trovato gran ché. Però la tua lettera è stata una buona motivazione per
spingermi alla lettura delle 6 lezioni di Stravinsky "Poetics of Music"
(Harvard Univ. Press), in cui ho trovato alcune cose interessanti in
generale.
Premetto che, come tutti quelli che hanno studiato i "Tre pezzi", ho
appreso fin da subito che il terzo brano rappresenta la visione che
Stravinsky aveva del jazz. Per una vita mi sono chiesto come potesse
essere così distorta la sua percezione di un genere musicale! Poi ho
trovato un paio di frasi illuminanti nella seconda lezione, che traduco
approssimativamente: "Chi fra noi, ascoltando la musica jazz, non ha
provato divertimento quando un ballerino o un solista, nel persistente
tentativo di enfatizzare accenti irregolari, non riesce comunque a
distogliere la nostra attenzione dalla pulsazione regolare del ritmo
eseguito dalle percussioni?"
Quindi (immagino!) il terzo brano va accostato nella nostra
immaginazione allo scandire regolare del ritmo, con cui esso deve
contrastare. Più che un solo, si tratterebbe quindi di mezzo duo! In
effetti, abbiamo tutti notato che se battiamo il piede regolarmente
scandendo le crome, nonostante tutti i cambiamenti di indicazioni di
misura, alla fine ci ritroviamo sempre...
[Prima che qualcuno salti dalla sedia, voglio enfatizzare che questo
modo di solfeggiare/eseguire il brano è _completamente sbagliato_.
Oltre gli accenti scritti sulla partitura, infatti, non dobbiamo
dimenticare che il primo "battito" di ogni misura è sempre un "tempo
forte" (differenziato dagli altri "tempi deboli") e quindi influenza il
nostro fraseggio, o per lo meno la nostra comprensione del brano.]
Sempre nelle lezioni di Stravinsky, si trovano ottimi spunti relativi
all'interpretazione (fra le altre cose interessanti). Egli criticava
aspramente da un parte gli esecutori senza talento, che non riescono a
trasmettere al pubblico ciò che è nelle intenzioni dell'autore,
dall'altra gli interpreti che si prendono troppa libertà, reinventando
il brano, perché questi travisano le intenzioni dell'autore.
Io ho studiato i "Tre pezzi" sotto la guida di Italo Capicchioni, che mi
raccontava di aver potuto discuterne l'interpretazione con Stravinsky
stesso. L'autore esigeva il rispetto assoluto delle indicazioni
ritmiche, cosa che è particolarmente critica nel primo brano e nella
parte di mezzo del secondo brano, perché viene naturale applicare
trattenuti qui e là. A parte gli accenti, una ritmica perfetta viene
invece naturale nel terzo brano. Nel mio sito web puoi trovare una mia
esecuzione, ovvero ciò che sono stato capace di riprodurre di ciò che ho
creduto di imparare da Capicchioni, il quale ha cercato di trasmettermi
ciò che ha creduto di imparare da Stravinsky... (giusto per sottolineare
che la mia non pretende di essere "La Interpretazione Corretta").
Diego
--
Diego Casadei, PhD.
Diego.Casadei@-----.ch/casadei
Diego.Casadei@-----.casadei
INFN, Sezione di Bologna and
Dipartimento di Fisica, Bologna University
via Irnerio 46, 40126 Bologna, Italy
[Phone: work +39 0512091170, personal +39 3471460488]
|
|
 |