Clair Archive - Posting 000029.txt from 2005/02
From: Diego Casadei <Diego.Casadei@-----.it> Subj: Re: [clair] riflessione Date: Mon, 21 Feb 2005 04:10:27 -0500
Caro Alessandro,
tu che stai a Roma avrai forse la possibilità di unirti a Creux e fare
sentire la tua (nostra) voce fino al ministro. Hai tutto il mio
appoggio morale (e anche più, se servisse).
Tuttavia, il discorso di Creux non mi sembra impeccabile. Innanzitutto
il suo tono sarcastico non è opportuno: anche se l'amicizia con il Capo
di Stato Maggiore può permettergli di far giungere la sua protesta al
Ministro, dubito che la Moratti possa leggere con mente aperta una
critica così sprezzante. Mi è capitato di vedere il Ministro in azione
durante una conferenza per la diffusione della fisica fondamentale nelle
scuole secondarie. La Moratti è una vera professionista e svolge il suo
lavoro con impeccabile indefessità. L'unico problema (che però è insito
nella natura stessa della figura del politico) è che non ha la benché
minima idea di ciò di cui sta gestendo il presente e il futuro. Per
questo motivo, il Ministro viene assistito da una schiera di esperti.
Inoltre non può evitare di essere in sintonia con le linee guida del
Governo.
Se vogliamo indirizzare le nostre critiche verso il bersaglio giusto,
dovremmo individuare i consiglieri del Ministro. A loro, al Governo e
al Ministro stesso sono imputabili tutte le storture delle riforme che
riguardano l'istruzione, la cultura e la ricerca.
Per concludere, voglio ricordarvi che, pur nutrendo la massima stima per
Creux, che ho visto all'opera a Roma qualche anno fa, egli stesso si
firma "Maestro". Il diploma di musica non è mai stato equiparato a una
laurea. Creux si sbaglia di grosso quando dice di sentirsi equiparato a
un professore di lettere, perché in realtà egli è equiparato a un
maestro di scuola elementare. Il fatto è che il diploma di musica è
nato in una società in cui si faceva fatica a mandare tutti quanti alle
scuole elementari, e in cui il maestro (non il professore) era veramente
un'autorità culturale nei paesi. Tuttavia, la società evolve più
rapidamente di quanto la struttura dello Stato riesca a seguire (nel
caso della musica l'incredibile ritardo è da imputarsi soprattutto al
qualunquismo culturale del pensiero politico bianco e rosso del dopoguerra).
Se da un lato mi sembra assurdo che Creux voglia ottenere un titolo di
studio più importante, visto che il pezzo di carta non serve
assolutamente a nulla nella professione musicale, dall'altro mi sembra
ragionevole che nella società odierna ci sia un liceo musicale e una
carriera universitaria musicale articolata in due livelli. Concordo
quindi con Creux che il livello degli insegnanti dovrebbe crescere
passando da un grado al successivo: l'insegnante non può mai essere
inferiore all'allievo.
E allora dovremmo porre come criterio di selezione non il concorso-farsa
all'italiana (ne so qualche cosa...), ma l'attività professionale stessa
e i titoli conseguiti. Ad esempio, se da un lato non basta che un
docente sia un esperto di musicologia per insegnare l'interpretazione
della musica romantica, dall'altro non basta neppure che sia un
affermato ma ignorante esecutore. Ai docenti dovremmo chiedere entrambe
le caratteristiche. Negli USA, ad esempio, se alle scuole superiori gli
insegnanti di clarinetto suonano nelle orchestre locali e hanno una
discreta attività di concertisti (non c'è nessuno che non suoni più...),
all'università fanno parte dei corpi orchestrali più prestigiosi e hanno
carriere di alto livello come concertisti. Inoltre la loro cultura
musicale è di primo livello.
--
Diego Casadei, PhD.
Diego.Casadei@-----.it | Web page:
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INFN, Sezione di Bologna and
Dipartimento di Fisica, Bologna University
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