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Clair Archive - Posting 000068.txt from 2004/10

From: Diego Casadei <Diego.Casadei@-----.it>
Subj: Re: [clair] R: [clair] Scelta dei bocchini
Date: Wed, 27 Oct 2004 02:51:22 -0400

Buon giorno!
Bene, ho visto che la discussione si e' protratta fino a tarda notte
(degenerando un po'.... ma questo era inevitabile).

bflat wrote:
>
> apprezzo la semplicità di capicchioniana memoria.
> Chi sa chi è conoscerà anche il suo modo di esporre i problemi
> musicali.
> radente il suolo per penetrazione.
>
> "bisogna essere elastici come la pelle dei maroni"...

Caro Paolo, prima di continuare la discussione ti ringrazio per non aver
riportato la vera parte anatomica a cui si riferiva Capicchioni (avete
mai provato a suonare i pianissimi sulle note acute di Debussy mentre
uno fa battute sconce?), per enfatizzare l'importanza dei "tira e molla"
ritmici (ovvero le trattenute e i rallentando).

Mi hanno molto incuriosito i commenti negativi sulla mia opinione che
suonare con ance dure aiuti ad ottenere una buona emissione. Io ne sono
convinto, basato sulla mia sola esperienza. Pero' non ho mai insegnato
il clarinetto, per cui probabilmente ci sono molti iscritti a questa
lista che ne potrebbero parlare con molta piu' cognizione di causa di me.

Io ho cominciato per caso (non avevo un metodo che sosteneva l'uso di
ance dure): quando comperavo un po' di scatole di ance le provavo tutte
e le raggruppavo in insiemi di qualita' diversa. Studiavo con quelle
non troppo buone ma dure (quelle leggere le buttavo perche' non avevo
l'attrezzo per accorciarle) e suonavo con quelle decenti. Quelle
veramente buone le tenevo per le occasioni speciali (su 30 scatole di
ance ne ho trovate 12 di veramente buone, e mi hanno durato piu' di 10
anni).

Dopo qualche anno, mi sono accorto che l'abitudine a suonare con ance
dure, pur nascondendo trabocchetti infidi (come la tentazione di
stringere l'imboccatura, martoriandosi il labbro), mi ha migliorato il
controllo della pressione di diaframma.

Oggi non ho piu' il tempo di suonare tutti i giorni (sic!) e non scarto
un'ancia se non dopo innumerevoli tentativi di farla funzionare (ne
suono 8 o 9 su 10) a forza di aggiustamenti. Tuttavia, specialmente
dopo qualche giorno di mancata pratica, continuo a trovare utile suonare
con ance dure. Beh, a dir la verita' la cosa migliore e' fare una
ventina di minuti di scale o esercizi similari suonando fortissimo, ma
non sempre me lo posso permettere.

--
Diego Casadei, PhD.

Diego.Casadei@-----.it | Web page:
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