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Clair Archive - Posting 000026.txt from 2004/04

From: "Fernando Campigli" <fercamp@-----.it>
Subj: R: [clair] lettera aperta
Date: Fri, 09 Apr 2004 05:57:20 -0400

La riforma dei conservatori potr=E0 migliorare la situazione se i nuovi
programmi e la nuova impostazione ed organizzazione didattica saranno
gestiti da un corpo docente all'altezza della situazione.
Se, come sembra, rimarranno i "vecchi", quelli che adesso si affrettano
a scopiazzare a destra e a sinistra gli ex programmi sperimentali per
riproporli nel proprio istituto senza le capacit=E0 per attuarli, allora
dovremo aspettare che vada in pensione un'intera generazione di docenti.

Alle varie considerazioni gi=E0 espresse dai colleghi intervenuti e che =
mi
sento di condividere, vorrei aggiungerne tre, come cause della diffusa
mediocrit=E0:

- la mancanza, a differenza di altre realt=E0 europee, di un =
dilettantismo
musicale di qualit=E0 che =E8 anche alternativo alla professione
strumentale: in Austria, in Germania, negli U.S.A. e in altri paesi, ci
sono dilettanti in grado di suonare egregiamente buona parte del
repertorio solistico e cameristico, mentre da noi, chi ha qualit=E0 =
appena
superiori alla media viene spesso indirizzato verso studi di tipo
professionale con le conseguenze gi=E0 citate (insegnamento inadeguato,
voti gonfiati ecc.).=20

- La mancanza di una vera educazione musicale nella scuola dell'obbligo:
spesso chi inizia a studiare uno strumento deve partire da zero anche
riguardo alla propria formazione musicale di base, che non sempre la
scuola pubblica riesce ad assicurare, mentre sappiamo benissimo che un
buon strumentista deve innanzitutto essere un buon musicista.

- la mancanza, per quanto riguarda il nostro meraviglioso strumento, di
un fattore trainante (una figura come quella di Gazzelloni per il flauto
ad esempio), in grado di promuoverlo a tutti gli effetti, o almeno una
attenzione da parte dei media (ma non c'=E8 attenzione per la musica in
genere, figuriamoci per il clarinetto!!!) e di chi allestisce le
stagioni concertistiche, pari a quella di altri strumenti "illustri"
come il pianoforte e il violino. Purtroppo, anche persone con una buona
preparazione culturale fanno fatica a distinguere visivamente il
clarinetto dal fagotto o dall'oboe (dopo i concerti mi chiedono quale
strumento abbia suonato), cosa che non succede per altri strumenti
musicali maggiormente considerati.

Sperando di avere dato un piccolo e magari utile contributo alla
discussione vi faccio i miei migliori auguri di BUONA PASQUA.

Fernando Campigli

-----Messaggio originale-----
Da: elisa [mailto:achabturr@-----.it]=20
Inviato: gioved=EC 8 aprile 2004 23.25
A: clair@-----.org
Oggetto: [clair] lettera aperta

Caro M=B0 Carbonare,
sono pienamente d'accordo con quanto affermato nella
sua e-mail: il livello.................................................

   
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