Clair Archive - Posting 000047.txt from 2003/10
From: "Paolo Leva" <paolo.leva@-----.se> Subj: Re: [clair] R: [clair] suonare senza bocchino Date: Fri, 31 Oct 2003 14:55:55 -0500
Ciao,
Io la penso spesso come te Franco, ci tengo a dirlo, sono spesso sospettoso
(e spesso, penso, a ragione) rispetto a chi vuol fare cose volutamente e
forzatamente astruse, di effetto...
Però bisogna anche avere una prospettiva storica. Forse 250 anni fa quando
qualche clarinettista/lutaio si faceva in quattro per ottenere un clarinetto
con un registro altissimo utilizzabile, c'era qualcuno che gli diceva "ma
cosa lo fai a fare? se vuoi ottenere quella sonorità li, usa la tromba, non
lo chalumeax!".
Poi magari il mio esempio è storicamente sbagliato, ma spero di esser
riuscito a farmi capire...
D'altra parte il "virtuosismo", parola ora quasi esclusivamente negativa,
nella prima parte dell'800 era usata per indicare quelli che cercavano di
ampliare le possibiltà espressive di uno strumento (Liszt, Paganini,
Chopin..). A me Sclavis e il suo gruppo in questa occasione mi hanno dato
l'impressione di essere virtuosi in questo senso, così come Robert Spring e
Eric Mandat in altre occasioni: virtuosismo e sperimentazione "al servizio"
della musica, non "al posto" della musica.
Poi ho assistito a molte altre performance dove ci si ricorda solo delle
"stranezze", della musica non ci si ricorda nulla, e capisco quindi il tuo
scetticismo.
Ciao!
Paolo
----- Original Message -----
From: "Franco Barbanera" <barba@-----.it>
To: <clair@-----.org>
Sent: Friday, October 31, 2003 8:25 PM
Subject: Re: [clair] R: [clair] suonare senza bocchino
> Paolo Leva wrote:
> > Beh, cercare nuove sonorità che meglio esprimano un pensiero musicale è
un
> > modo di dire qualcosa. Ovvio che a chi ascolta non occorra sapere che
cosa
> > fa il musicista.
>
> Si, ma allora se si vuole questo meglio suonare un altro strumento,
> magari fatto apposta per le sonorita' che uno vuole.
> Magari con lo stesso sforzo con cui uno impara a fare certi "numeri"
> impara a suonare un altro strumento.
> Non mi dire che la sonorita' che uno cercava, guarda caso, era proprio
> quella del clarinetto suonato come fosse un flauto.
> Humm... questa non mi convince.
>
> >
> > Vedi, anche lo "staccato" può diventare un "numero da circo" se usato
solo
> > per mostrare la propria bravura tecnica. Così come una sonata di Brahms
o un
> > solo be-bop, suonati al solo scopo di dire "guarda come son bravo!".
Penso
> > che tutti abbiamo assistito qualche volte ad esibizioni del genere. O
> > sbaglio?
>
> Sicuramente. Pero' lo staccato ha ANCHE un altro senso oltre quello di
> numero da circo.
>
> >
> > Io ho visto Sclavis un po' di tempo fa e mi aveva dato l'impressione di
> > voler incantare con la sua tecnica più che con la sua musica. Ma questa
> > volta proprio no, è stata una rara esibizione di energia musicale.
>
> Beh, in effetti hai ragione, bisogna esserci.
>
> >
> > Poi da clarinettista uno si può incuriosire anche per gli artifici
tecnici.
> > Se non ci giochiamo un po' con 'sto benedetto strumento...
>
> Si, forse il senso talvolta e' proprio quello, un senso completamente
> NON musicale, ma che c'entra con quello che uno vuole dire.
>
> Mah... 'sta musica, chi la capisce. ;-)
>
> Grazie.
>
> Ciao
> Franco
>
> >
> > PS a me il circo piace!
>
> P.S. anche a me. Pero' fare circo con un clarinetto finisce per
> essere piu' faticoso che imparare a fare l'equilibrista :-)
>
>
>
> ---------------------------------------------------------------------
> Clair is supported by Woodwind.Org, http://www.woodwind.org/
>
>
|
|
 |