Clair Archive - Posting 000023.txt from 2001/11
From: Diego Casadei <Diego.Casadei@-----.ch> Subj: Re: [clair] Clarinetto e problemi di =?iso-8859-1?Q?identit=E0?= Date: Thu, 29 Nov 2001 06:51:25 -0500
Caro Salvatore,
scusa l'ignoranza: in che cosa consiste la "scuola italiana" del
clarinetto?
Io mi ricordo che quando studiavo musica si faceva spesso cenno all'uso
di bocchini di cristallo (ho anche adoperato per un anno un bocchino
azzurro Orsi, se non ricordo male), ma a parte questo non riesco a
ricordare nulla di più specifico.
Ad esempio, in Italia oggi si suona quasi sempre il clarinetto di tipo
Bohm, anche se (almeno 10-20 anni fa) c'erano parecchi che adoperavano
un Ohler (o Muller?). Questi però adottavano ance francesi (Vandoren &
Co.) e quindi bocchini francesi, per cui il loro suono era praticamente
identico ai colleghi che usavano il Bohm.
Non mi risulta che nessuno che conoscessi si fabbricasse ad esempio le
ance da solo.
Personalmente, ho studiato su sistema Bohm e suono quindi tali strumenti
(Patricola, se ti interessa), cercando però di avere un timbro quanto
più "tedesco" possibile, per questione di gusti. Sono gusti però. Per
il resto, concordo con te che ci sia stato negli ultimi 20 anni (almeno)
una sorta di velato disprezzo per ogni cosa che potesse richiamarsi a
uno spirito patriottico o nazionalistico, e confesso che non fa piacere
neppure a me. Ma, almeno per quanto riguarda il clarinetto, la scelta
era fra due sistemi stranieri: il francese e il tedesco. Non avremmo
potuto neanche volendo optare per una scelta di tradizione italiana.
Forse sbaglio. Se è così correggimi pure.
Un saluto,
Diego
Salvatore Grandi wrote:
>
> Qualche tempo fa ha costituito elemento di discussione il fatto che in
> Germania si sia espressa la volontà,
> vista la paventata possibilità di un'espansione del sistema bohm, di porre
> sotto tutela il sistema tedesco Ohler e la loro scienza clarinettistica .
>
> Ragionandoci sopra c'è una motivazione meno banale e più culturale di quanto
> potrebbe sembrare.
>
> Se in Germania c'è un qualcosa che i tedeschi sentono come tradizione io
> credo facciano
> bene a tenersela stretta e a porla sotto tutela.
>
> Il problema secondo me va ribaltato non sono loro (i tedeschi) che
> sbagliano ma siamo noi (italiani)!!
>
> Il fatto è che noi ITALIANI ci siamo talmente "imbastarditi" che non solo
> non conosciamo più le parole dell'inno,
> ma stiamo tracurando molto di tutto ciò che può orgogliosamente farci
> affermare di esserlo.
>
> Per quanto riguarda il clarinetto, una volta esisteva LA SCUOLA ITALIANA.
> Negli anni un "malato" orientamento culturale ha determinato in Italia la
> scelta scellerata di un ripudio verso tutto ciò che poteva costituire una
> specifica identità nazionale! Questo vale anche per la musica!!
>
> E quindi via con la musica straniera con gli interpreti stranieri anche
> quando non c'è un motivo.
>
> Inoltre tutto trascorre e viene macinato e consumato senza un significato
> vero si ascolta
> un clarinettista suonare nello stesso modo in cui si riempie il carrello
> della spesa!
>
> In questo modo si dovrà sempre partire da zero e rifare gli stessi errori o
> comunque
> rimanere al palo dello sviluppo e di una plausibile evoluzione.
>
> Tra qualche anno in Italia non ci dovremo meravigliare se nessuno saprà che
> sono esistiti clarinettisti come:
>
> Alessandro Carbonare, Riccardo Crocilla, Giuseppe Garbarino, Ciro Scarponi,
> Fabrizio Meloni, Laruccia Giuseppe, Primo Borali, Guido Arbonelli, ecc.
>
> C'è forse qualcuno o qualcosa (a parte gli allievi più affezionati) che
> raccoglie informazioni e dati su questi musicisti?
>
> In Italia.... [...]
> ....allora io dico impariamo dai nostri vicini tedeschi.
>
> S.G.
--
Diego Casadei
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Dipartimento di Fisica, Bologna University,
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