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Clair Archive - Posting 000007.txt from 2001/10

From: "Paolo Gavelli" <paologavelli@-----.com>
Subj: Re: [clair] L'ultimo tarogato.
Date: Mon, 08 Oct 2001 05:05:27 -0400

Giusto.
Paolo Gavelli

L'etimologia del nome tarogato (taragot, tàrogatò) è controversa come le sue
origini. Attualmente questi termini indicano uno strumento aerofono ad ancia
semplice della musica popolare ungherese. E' usato a volte nel III atto del
Tristano di Wagner ed è previsto nella partitura dell'ouverture di Lo
Zingaro barone di Strauss figlio.
Gia' dal 16° secolo i cronisti ungheresi citano il tarogato, ma il suono
dello strumento di allora non ha più nulla in comune con il timbro degli
strumenti odierni.
Gli ungheresi , per secoli, hanno chiamato tàrogatò un altro strumento: la
zurna asiatica, uno strumento di tipo turco-iraniano che appare in Europa
già dal 13° secolo, durante l'espansione dell' impero ottomano, utilizzato
come oboe da guerra.
Questo strumento fu adottato dai Magiari ,dai Romeni e dai Moldavi fin dal
17° secolo e fu chiamato Toroksip, mentre il termine tàrogatò designava
tutti gli strumenti della famiglia dello chalumeau.
Anche gli Ungheresi utilizzarono il tàrogatò come strumento da campo
facendolo divenire simbolo del movimento nazionale di liberazione contro l'
impero asburgico.
L'aspirazione d'adattare lo strumento alle esigenze sonore ed estetiche
moderne, spinse il costruttore Jòszef Schunda verso il 1894 ad una radicale
modifica: il tàrogatò fu munito d'alcune chiavi, ridimensionato nel
canneggio, munito di un piccolo bocchino ad ancia semplice, simile a quello
del clarinetto ma con una camera a doppia conicità.
Un modello a doppia ancia o a "bocchino di tromba" sopravvisse per lungo
tempo.
Il tàrogatò moderno viene "tagliato" in si bemolle, in la bemolle e in do,
tutti ugualmente usati.
Meccanicamente adotta soluzioni tecniche derivate dal Clarinetto (sistema
Muller), dal Sassofono, dall'Oboe e dal Fagotto. Da questi strumenti ha
ricevuto in eguale misura: per maneggio, sonorità ed estetica.

Il mio ultimo tàrogatò che io uso proviene dalla zona di Pecs. Il
costruttore è ignoto. È costruito in legno di palissandro con chiavi in
alpacca, è dotato di un unico portavoce ed è tagliato in si bemolle.
Ha un'estensione di due ottave più una quinta ed un corista di 438 hertz.

E' stato impermeabilizzato nella pece ( rimossa dal restauro). Sicuramente è
stato suonato anche con un bocchino di tromba. Per le notizie in mio
possesso e per la fattura , ritengo sia uno dei primi esemplari post
Schunda.
E' stato suonato da un musico, probabilmente privo di un dito, per 40 anni e
da suo padre 40 anni prima. Per una strana coincidenza, nel romanzo di
Joseph Joffo "Anna e la sua orchestra" è citato un musicista con una mano
mutilata in un brano che illustra per altro molto bene l'ambiente musicale
dal quale questo strumento proviene:

...È strano, del resto, pensare come a quel tempo i poveri fossero
musicisti: gli operai agricoli itineranti che si spostavano attraverso tutta
l'Europa centrale, dalla lontana Valacchia fino alle nostre regioni, quasi
tutti tiravano fuori di sotto ai loro stracci dei minuscoli flauti, grandi
come sigarette, delle chitarre nane a due corde, delle ocarine di
terracotta, dei fischietti intagliati nella corteccia e persino delle penne
di anitra selvatica da cui sapevano trarre un insieme di suoni Sono stati
loro, quegli eterni viaggiatori, i miei maestri. Li ascoltavo, cercando dì
accompagnarli. Uno di loro, un gran vecchio taciturno a cui mancavano tre
dita della mano destra e che aveva i capelli bianchi lunghi fino alle
spalle, suonava il tarayot, una specie di piffero turco grande come uno dei
nostri moderni sassofoni e da cui ricavava delle sonorità da oboe che ci
strappavano le lacrime. Tornava ogni anno verso i primi giorni di dicembre.
Deve essere morto in una di quelle pianure della bassa Europa che non aveva
mai smesso di percorrere. Resta, per me, uno dei più grandi virtuosi che
abbia mai ascoltato...

----- Original Message -----
From: "Enrico Cavallini" <xanax@-----.it>
To: <clair@-----.org>
Sent: Sunday, October 07, 2001 10:03 PM
Subject: Re: [clair] L'ultimo tarogato.

> Un sax soprano in legno, giusto? ovvero un oboe ad ancia semplice?
>
>
> ----- Original Message -----
> From: "Paolo Gavelli" <paologavelli@-----.com>
> To: "Clair" <clair@-----.org>
> Sent: Sunday, October 07, 2001 11:12 AM
> Subject: [clair] L'ultimo tarogato.
>
>
> > L'ultimo tarogato.
> > Vendo il mio ultimo tarogato.
> > Un'originale tarogato ungarico d'inizio secolo; è restaurato e
> funzionante.
> > Giusto per:
> > Musica etnica.
> > Jazz.
> > Klezmer.
> > Musica Ungherese.
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