Clair Archive - Posting 000019.txt from 2001/09
From: "alessandro carbonare" <carbo@-----.fr> Subj: Re: [clair] Clarinet Fest 2002... Date: Tue, 18 Sep 2001 02:04:16 -0400
----- Message d'origine -----
De : alessandro carbonare
À : pretto giampo ; pignatelli stefano ; grazia paolo ; giaccaglia roberto ;
zauli danilo ; valentinozucchiatti ; UmbertoBM ; roberto dudda ; nicolini
marino ; Miriam Caldarini ; Mauro Scappini ; farnceschini silvia ; fabio
valerio ; Enrico Maria Baroni ; Benedetto Lupo ; benedetti enrico ; bellio
silvia ; Antonio Fraioli ; Andrea Serrajotto ; Andrea Dindo ; alessandro
longhi ; Alberto Fantoni ; Alberto Boischio ; clair
Envoyé : lundi 17 septembre 2001 23:57
Objet : Tr: 12.9.2001 World Trade Center
----- Message d'origine -----
De : Giampaolo
À : Stefano Pignatelli ; Paolo Grazia ; Roberto Giaccaglia ; alejandro
superpippo carbonare
Envoyé : lundi 17 septembre 2001 22:53
Objet : Fw: 12.9.2001 World Trade Center
Ragazzi, scusate, un secondo di serietà, non so cosa ne pensiate voi, ma
almeno nella prima parte questi signori diconi cose sacrosante....
----- Original Message -----
From: Ripanti Luca
To: Alessandro Peiretti (Posta elettronica) ; Andrea Ortu (Posta
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Bruno Zampaglione (Posta elettronica) ; CarloVilla (Posta elettronica) ;
Chiara Conte (Posta elettronica) ; Claudio Vernetti (Posta elettronica) ;
Evangelisti Elena ; Flavio Gatti (Posta elettronica) ; Giampaolo Pretto
(Posta elettronica) ; Giorgio Palazzin (Posta elettronica) ; giorgio.dini
(Posta elettronica) ; Giovanni D'Alessandro (Posta elettronica) ; Gillone
Luca ; Marco Lamberti (Posta elettronica) ; Maurizio Bianchini (Posta
elettronica) ; Maurizio Less (Posta elettronica) ; Paola Larini (Posta
elettronica) ; Taddei Massimo (Posta elettronica)
Sent: Monday, September 17, 2001 9:06 AM
Subject: FW: 12.9.2001 World Trade Center
"Quello che e' successo indurrebbe al panico, al silenzio, alla
disperazione.
Il mondo e' stato colpito da un ennesimo crudele massacro.
Ma e' necessario, anche se doloroso, parlare. Cercare di capire.
La prima osservazione che ci viene alla mente e' l'assurdo che esplode
fuori dal televisore.
Davanti a questo dramma il mondo si e' arrestato attonito. Ma non tutti.
Le borse del mondo non si sono fermate neppure un secondo, hanno
continuato a far
soldi, a cercare utili selvaggi.
Anzi hanno intensificato il ritmo. La gente ancora urlava appesa ai
grattaceli
in fiamme, prima che crollassero, e gia' i grandi broker gridavano nei
loro cellulari:"Compra petrolio! Vendi tutto! Compra petrolio!" e
mentre i titoli azionari perdevano il 10% in pochi minuti il petrolio
saliva di 10
dollari al barile e i furbi facevano utili di miliardi di dollari.
E mentre i presidenti di tutti i paesi europei si apprestavano a esprimere
il loro
cordoglio, i loro banchieri succhiavano decimali al dollaro e finalmente
l'euro segnava
un bel po' di punti a suo favore.
Nessuno ha pensato di chiudere le borse per decenza e rispetto ai cadaveri
ancora
freschi.
La belva feroce del capitalismo affondava felice i suoi denti nelle carni
dei morti e
fortune luminose si sono costruite in poche ore.
E non c'e' da stupirsi. I grandi speculatori sguazzano in un'economia che
uccide ogni
anno decine di milioni di persone con la miseria, che volete che siano 20
mila morti a
New York?
Altra immagine agghiacciante: la gente per strada, nei quartieri
palestinesi, dilaniati
dalla guerra civile, che festeggiavano il massacro. Gente che ha un morto
in ogni
famiglia e che non riesce piu' a vedere l'assurdita' della morte, di
qualsiasi morte.
Il sistema della violenza, dello sfruttamento, del genocidio organizzato
dei poveri
cristi genera insensibilita' alla violenza.
Genera la logica della vendetta. Quasi ogni giorno, da anni, gli aerei Usa
bombardano
l'Iraq, uccidendo donne e bambini, col pretesto di eliminare impianti
radar.
E le televisioni occidentali non si degnano neppure di riportare la
notizia.
Quella e' gente spazzatura, muoiono a migliaia per gli effetti dei
proiettili
all'uranio che hanno contaminato la loro terra, muoiono perche' mancano le
medicine a
causa dell'embargo, nel silenzio carico di disprezzo dei media
occidentali.
Le lacrime di oggi dei commentatori televisivi sono vergognose perche'
seguono al
silenzio decennale sui crimini dell'occidente cristiano.
E' terribile ma e' cosi': la disperazione genera la follia della vendetta.
Una vendetta che non serve a nulla, una vendetta che portera' altri
massacri tra i
diseredati del mondo.
E attenzione: questo orrendo massacro di ieri, non e' stato realizzato
schiacciando un
bottone su un aereo che vola sicuro ad alta quota.
Qui ci sono decine di persone che sono diventate talmente pazze da
suicidarsi tutte
assieme pur di colpire "i diavoli bianchi".
Questa misura della disperazione dovrebbe fare riflettere.
Questa giornata di terrore dovrebbe avere insegnato ai cultori della forza
dell'uomo
bianco che non esiste sicurezza e pace per nessuno in un mondo dove il
massacro e la
prevaricazione sono la legge.
E' ormai un fatto. Le moderne tecnologie rendono talmente potenti gli
individui che
nessun sofisticato sistema di sicurezza puo' proteggere.
Non e' piu' possibile, neppure per i nordamericani ricchi, credere di
essere al sicuro.
Non c'e' nessun posto dove si possa stare al sicuro.
Il cane feroce della follia puo' azzannare chiunque ovunque.
I telegiornali si stupiscono (idioti) che i super controlli Usa non
abbiano impedito a
4 aerei di essere dirottati per essere usati come bombe gigantesche e
colpire i luoghi
piu' protetti del mondo.
Non vogliono capire che le moderne tecnologie e l'affollamento
incontrollabile delle
citta', offrono decine di modi di fare massacri.
Questi orrendi attentati hanno ridicolizzato le pretese di Bush di
costruire uno scudo
stellare.
Oggi hanno usato aerei, ieri gas nervino in Giappone, bombole del gas a
Mosca...
Domani bastera' urlare:"C'e' una bomba!!!" in uno stadio per provocare una
strage.
Un paese moderno non puo' garantire la sicurezza senza strangolare
completamente
la "vita normale" dei cittadini. Non c'e' modo.
Nessuno puo' tenere milioni di persone chiuse in casa.
L'unica garanzia di sicurezza per il mondo ricco e' sanare le ferite
sanguinanti della
fame e del sopruso.
Senno' si crea un humus sociale drammatico che non puo' che portare alla
violenza piu'
folle.
Attenzione: non si puo' dire, in questo momento, chi abbia armato la mano
dei kamikaze.
Estremisti islamici? Estremisti di destra americani? Sionisti pazzi?
Chi lo sa?
L'attentato di Oklhaoma, il piu' grande massacro terroristico avvenuto
fino a ieri,fu
imputato ai terroristi islamici e poi si scopri' essere opera di
terroristi bianchi e
fascisti che volevano provocare una reazione anti islamica.
Si potrebbe anche scoprire che dietro al massacro di ieri ci siano tutte
le fazioni
terroristiche e tutti i servizi segreti, uniti nel comune intento di
gettare la
societa' civile nel caos...
Una cosa e' certa: al di la' di chi siano gli esecutori materiali del
massacro questa
violenza e' figlia legittima della cultura della violenza, della fame e
dello
sfruttamento disumano.
Questa violenza, queste morti, rendono immensamente felici coloro che
hanno guadagnato
milioni di dollari in poche ore speculando sul prezzo del petrolio, i
mercanti di armi
e i capi terroristi brindano ebbri di felicita' insieme ai generali e agli
ammiragli,
stanchi di questa pace strisciante che minaccia ogni giorno lo stato di
guerra e i
profitti fatti sulle mine antiuomo.
Domani i caccia bombarderanno qualche villaggio sperduto uccidendo civili
inermi con la
scusa di fare giustizia dei colpevoli e le lobby delle iene spingeranno
per dare
dignita' alle spese militari.
"Gli Stati Uniti devono rispondere immediatamente a questa aggressione!"
Urlava un
cretino della strada e le sue parole sono state rilanciate da migliaia di
telegiornali
in tutto il pianeta.
"Rappresaglia!" Urla Bush, il boia del Texas.
Colpiranno, faranno 10 morti con la pelle olivastra per ogni cadavere
bianco.
E qualcuno proporra' di reagire con manifestazioni di piazza e di nuovo la
polizia
fara' dei morti.
Deve essere chiaro a tutti che questo e' un momento gravissimo.
E' una nuova forma di guerra strisciante quella nella quale ci vogliono
portare.
Il partito della pace ha una sola possibilita': continuare caparbiamente a
lavorare con
gli strumenti della pace.
Affermare con tutta la forza possibile che possiamo ed e' necessario
togliere il nostro
appoggio economico alle multinazionali della morte.
Oggi piu' che mai la scelta individuale di milioni di persone e' l'unico
strumento
possibile, l'unica strategia vincente.
Togliamo i nostri soldi dalle banche che finanziano la vendita delle i
nostri soldi
l'economia del dolore, smettiamo di comprare il carburante della Esso, i
prodotti della
Nestle', smettiamo di bere Coca Cola, di mangiare Mac Donald's,
convertiamo le nostre
auto a olio di colza e a gas, mettiamo i nostri risparmi sui fondi di
investimento
etico, abbandoniamo le assicurazioni colluse col sistema della morte, non
compriamo
auto da chi produce mine antiuomo, non compriamo scarpe da chi tiene in
schiavitu' i
bambini, non mangiamo i cibi della chimica, abbandoniamo i marchi della
cultura del
profitto a tutti i costi.
In questi anni abbiamo lavorato con successo per dimostrare che e'
possibile consociare
i nostri consumi, risparmiare, avere prodotti migliori e,
contemporaneamente,
boicottare il mercato della morte rifiutandoci di portare i nostri soldi
al loro
mulino.
Oggi queste scelte non sono piu' solamente giuste e convenienti, sono
anche urgenti e
irrimandabili.
Ti chiediamo di fare un gesto, subito, ora.
Non c'e' piu' tempo per pensarci sopra.
La locomotiva del capitalismo selvaggio sta accellerando la sua velocita',
punta con
determinazione assoluta verso la guerra e la distruzione del pianeta.
L'unica possibilita' e' tagliarle i rifornimenti di carburante. Subito.
Il mondo e' governato dal denaro.
I soldi sono l'unico argomento al quale i potenti siano sensibili.
Dai una possibilita' alla pace. Subito.
Inizia tu. Non aspettare che lo facciano gli altri. Ogni lira che togli ai
signori del
mondo e' un respiro che regali all'umanita'.
Voti ogni volta che fai la spesa!"
Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo
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