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Clair Archive - Posting 000076.txt from 2001/06

From: "Marco Amorese" <marcoamorese@-----.it>
Subj: [clair] Buddy De Franco
Date: Sat, 09 Jun 2001 04:38:22 -0400

Ho letto recentemente un articolo inglese sul clarinetto nel jazz.
E' incredibile notare come moltissimi clarinettisti jazz fossero
assolutamente consapevoli nell'usare in modo espressivo quello che è uno dei
più grandi difetti del nostro beneamato: la disomogeneità sonora nei vari
registri.
Mi chiedo: non è che la musica classica, nella sua magica volontà di
perfezione, ha trascurato di sfruttare questa ricchezza? Non voglio sembrare
dissacrante a chi, come molti di voi, ha speso ore ed ore per raggiungere un
timbro ed un'omogeneità fantastica (a proposito domenica al festival
pianistico A.M.Benedetti di Bergamo e Brescia c'è un nostro eroe, Carbonare,
con la Argerich....assolutamente imperdibili!!)...
Mi piacerebbe avere la vostra opinione con documentazione di fatti, opere,
intrpreti...
ciao

p.s. io, dalla mia, consiglio di ascoltare qualsiasi cosa di Buddy De Franco
per vedere sconfessata la mia tesi: anche lui suona con un suono ed una
omogeneità invidiabili!

   
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