Brought to you this hour byThe Battery Powered ConcertLightAdvertising and Web Hosting on Woodwind.Org!

Clair Archive - Posting 000019.txt from 1999/04

From: "Alessandro Carbonare" <carbona@-----.fr>
Subj: Re: [clair] R: [clair] il problema della tensione
Date: Fri, 30 Apr 1999 20:41:32 -0400

Cara Miriam, mi chiamo Alessandro Carbonare e scrivo da Parigi.
Il tuo quesito é estremamente interessante e forse potrei aver qualcosa di
utile da dire.

Io ho avuto in passato parecchi problemi di tensione ( pensa che ho avuto un
periodo nel quale dopo 10 minuti il labbro inferiore cominciava a tremare
furiosamente tanto che stavo seriamente pensando di smettere!!). E' per
questo che ho studiato il problema a lungo e profondamente, sperimentando su
me stesso delle idee che mi venivano suggerite da chi aveva piu' esperenza
di me o spiando i grandi concertisti con i quali mi capita di lavorare ed ai
quali pongo sempre delle domande sull'argomento.

Penso di aver risolto piuttosto bene il problema mediante un ordinatissimo
sistema di preparazione al concerto ( o all'audizione ) che seguo in ogni
minimo dettaglio. Purtroppo non basterebbe un intera master-class per
spiegarti perfettamente questo "metodo" ma spero di riuscire a darti qualche
"dritta" che possa esserti utile.
Se non ti é chiaro qualcosa, fatti sentire senza problemi.
Vorrei anche darti qualche tecnica usata da concertisti che ho incontrato.

La preparazione al concorso (o al concerto)
1) Io parto dal presupposto che i pezzi da preparare devono essere
PERFETTAMENTE pronti almeno tre settimane prima della data X. Tanto per
farti capire a che livello devono essere pronti basta dirti che se ti
chiamano e ti chiedono di anticipare il concerto devi essere perfettamente
in grado di farlo senza alcun problema. Secondo me é importante fissare una
data per la quale TUTTO deve essere a posto. Le tre settimamane che hai
ancora a disposizone devono servire SOLO al ripasso dei pezzi e basta. Mi
vien da ridere quando a volte vengono da me ragazzi con le note non ancora a
posto ad una settimana dalla data X.
In queste tre settimane devi cercare di entrare davvero nel vivo dello
studio musicale immaginando di essere sul posto e mettendoti il piu'
possible nelle condizioni del concerto.

2) Io ho studiato TUTTI i pezzi piu' importanti del repertorio a memoria.
Conosco almeno una trentina di pezzi per clarinetto a memoria che rinfresco
nei miei studi regolarmente. Adoro studiare a memoria in quanto al momento
dell'esecuzione cio'mi rende piu' fiducioso, in concerto a volte uso la
parte, proprio per aumentare il grado di tranquillità ( musicale e non ) che
richiedo a me stesso.
Un altro sistema che adopero é il seguente: ho imparato ( sempre a memoria )
tutti i passi piu' difficili di tutti i pezzi piu' importanti per clarinetto
( compresi i passi d'orchestra ). Mi sono fattto un libro con tutti questi
estratti e regolarmente lo passo in rassegna nei miei momenti di studio .
Sembra un opera faraonica ma ti assicuro che non é cosi, basta mettersi
d'impegno. Tutto questo lavoro te lo ritroverai piu' avanti quando con
estrema facilità ti accorgerai di riuscire a mettere in piedi un pezzo che
da anni non suoni.

3) Il giorno precedente il concerto é molto importante, bisogna studiare ma
non troppo ( ricordo che il pezzo deve essere già pronto tre settimane
prima ) io eseguo il pezzo lentamente cercando di essere il piu' musicale
possibile. Solo questo. Io non eseguo MAI il brano in questione alla
velocità giusta nei due giorni che precedono il concerto. Nel giorno X
cerco di arrivare nel luogo del concerto la sera prima, al mattino X vado
alla sala per studiare l'acustica, scegliere l'ancia e fare un piccola
generale ( senza troppo impegno, pero'. A me capita che se do' troppo
impegno alla generale, al concerto sono un po' meno carico ) Alla sera vado
alla sala non piu' di un ora prima ( le lunghe attese prima di suonare mi
stressano e basta) mi scaldo per 10 minuti con scale e arpeggi lenti senza
cercare il bel suono, cerco solo di rilassare tutti i muscoli impegnati
all'atto dell'esecuzione, quindi labbra MOLTO ben rilassate, gola aperta e
pressione d'aria adeguata. Successivamente comincio a cercare la giusta
pressione del labbro e quindi il bel suono e per 5 minuti suono LENTAMENTE i
passi piu' duri del pezzo che andro' ad eseguire tra breve. Mi riposo per 10
minuti e quindi ripasso in rassegna ( sempre a memoria) i passi piu' duri
LENTAMENTE ( io non eseguo MAI i passi alla velocità corretta prima del
concerto) 5 minuti prima di entrare mi fermo, asciugo lo strumento sparo
quattro stupidate con chi mi sta vicino e vado. E qui entrebbe di diritto
una lezione su come comportarsi sul palcoscenico ma forse é piu' un
argomento da "actor studio" !!

4) Durante il periodo della preparazione, cerco di studiare il piu'
possibile nelle peggiori condizioni possibili. Io penso che sia piuttosto
facile suonare bene a casa propria al sicuro, con le mani belle calde e
nessuno oltre al gatto che ci ascolta e giudica. La situazione in concerto o
al concorso é purtroppo sempre diversa, pianoforte stonato, mani
gelate,giuria stronza (anche se cio' é una pleonasma!! :-) ) Mi sono
abituato a farmi un po' del male cioé, per esempio, quando ripasso i
concerti di Nielsen o J.Francaix prima metto per 5 minuti le mani nel
freezer: se successivamente riesco ad eseguire i passi dei suddetti concerti
perfettamente in questa terribile situazione é evidente che nel caso una
situazione simile dovesse capitarmi in concerto ( e capita, capita !!! )
avrei meno problemi di chi ha sempre e solo studiato i pezzi in questione al
calduccio della propra stanzetta.
A volte mi diverto anche a suonare con ancie volutamente durissime, in
questo modo cerco di eseguire pezzi per intero la cui difficoltà principale
sono gli attacchi pianissimo o la differenzazione dei colori
Debussy,Sequenza di Berio,Pini di Roma...) o al contrario suonare con ancie
leggerissime pezzi come le sonate di Brahms o l' assolo del Franco
Cacciatore...
Cerco di suonare a metronomo ad una velocità molto inferiore del normale
usando gli stessi fiati che utilizzerei alla velocità corretta cercando di
essere il piu' musicale possibile.
Lo so' che si rasenta il masochismo ma io amo fare cosi. Provare per
credere!!

5) Cerca di inscriverti a piu' concorsi che puoi onde abituarti all'ambiente
ed alla tensione che servono per riuscire. E ' difficile arrivare a vincere
un concorso importante se prima non hai partecipato ad altre competizioni di
valore meno considerevole. Devi abituarti alla tensione ed a convivere con
essa!! Non esistono esercizi che la fanno sparire ma solo accorgimenti che
ti insegnano ad ammaestrarla.

6) Anche io avevo il problema della mani sudate ma ho risolto tutto in
maniera puerile. Non facccio altro che lavarmi le mani con il sapone molto
molto accuratamente prima del concerto. Le estremità degli arti superiori
suderanno lo stesso ma il sudore non sarà troppo viscoso e quindi molto
piu' sopportabile.

Un mio caro amico che é primo flauto a Berlino ( Emmanuel Pahud ) dice che
prima di un concerto non bisogna fare la pipi, cosi facendo ( secondo lui )
durante il concerto si pensa al fatto che c'é la pipi che scappa e non ai
problemi tecnici che stai affrontando. Sembra un po' bizzarrro ma lui ci
giura! Io ho provato ma non ho trovato grandi benefici, anzi... !! Provate e
fatemi sapere :-)))))

M.Rostropovic dice che se lui prima di un concerto pensasse che 1000 persone
sono venute ad acoltare quanto suona bene, non riuscirebbe a far uscire una
sola nota dallo strumento. Per vincere cio', lui cerca di concentrarsi solo
sul fatto che tra poco dovrà difendere la musica del compositore che
eseguirà e che cercherà di far comprendere al pubblico quanto é bella.

Paul Badura Skoda dice che prima di un concerto non bisogna sedersi. Se
riesci a rilassarti in piedi, al momento dell'esecuzione stando seduto tutto
sarà piu' facile.

Pinkas Zukerman ama prima dei concerti fare degli scherzi, bello!! Solo che
a volte sono proprio pesanti ( a me ha nascosto lo strumento fino a tre
minuti prima dell'inizio del concerto!! Maiale !!! )

S.Osawa dirige sempre a memoria ma esige che la parte stia sul leggio
chiusa. Non so' come faccia io ho provato ma é stato semplicemente una
tortura ( vedendo la parte vicino avevo una voglia matta di aprirla!! ).
Forse tutto dipende dal fatto che lui é Seji Osawa ed io no.

<<< I farmaci.
Nesssuno mai ve lo confesserà, ma tanti, tantissimi artisti ( e tra questi
gente piuttosto conosciuta, ve lo assicuro) usano farmaci per calmare la
paura. Uno dei piu' usati in Italia é l'INDERAL un betabloccante cioé un
regolatore dei battiti cardiaci. Va usato SOLO in momenti di reale bisogno.
Io l'ho usato sei o sette volte nella mia vita ( giuro !!!!! ) e SOLO in
occasioni di terrificante tensione ( giuro !!!! ) . Non é pericoloso se
usato SOLO in condizioni di vera necessità ( purtroppo conosco della gente
che lo prende anche per studiare!!). E' sufficiente un quarto di pastiglia
venti minuti prima del concerto. SIA BEN CHIARO !!! Non sono qui a
consigliarti di usarlo, TUTTALTRO !!! Ti informo solo della sua esistenza e
del fatto che parecchia gente lo usa ma é chiaro che é molto meglio farne a
meno !!!
Per darsi un po' di carica é molto utile anche prendere dello zucchero prima
del concerto ( il 90% dei pianisti fà cosi!) basta mettere una bustina di
zucchero sotto la lingua 10 minuti prima di entrare e la carica zuccherina
dura circa venti minuti ( giusti il tempo di un concerto per clarinetto e
orchestra! ) Io giro sempre con un paio di bustine di zucchero ( che rubo
nei bar !!! ) nella custodia del clarinetto.

Esiste un bellissimo libro che tratta l'argomento e si intitola: " traité
de pedagogie instrumentale" autore:Michel Riquier . Non esiste in versione
italiana, io ho provato a cercare un editore interessato alla mia traduzione
ma a quanto pare non interessa a nessuno in Italia.

Penso di aver enunciato alcuni tra gli aspetti piu' importanti della tecnica
per domare la tensione. Avrei ancora parecchie informazioni da darti ( per
esempio su come si prepara un pezzo) o da approfondire ma per ora é
sufficiente questo scritto.

Io sono molto metodico nello studio ma credo questa meticolosità mi renda
piu' "libero" al momento dell'esecuzione. Ho un criterio di studio molto ben
chiaro
( almeno nella mia testa ) e che seguo con precisione "tedesca", é evidente
che cio' é solo una mia idea e non é detto che possa funzionare anche con
altre persone. Ancor piu' evidente é che questa "filosofia" deve essere
seguita allo stesso modo in molti altri aspetti relativi allo studio dello
strumento ( ancie, analisi dei pezzi, studio della sonorità, tecnica della
velocità della dita e dello staccato, condizione fisica e mentale.. ) solo
la buona armonia tra questi inputs ti darà una sufficiente apertura mentale
che farà si che lo strumento sia semplicemente un prolungamento del tuo
respiro e delle tue idee musicali ( é per questo che l'efficace consiglio di
Arbonelli é estremamente utile proprio per avere una immagine piu' completa
della soluzone del problema )

Ma qui il discorso rischia di farsi intricato se non puo' essere supportato
da un dialogo diretto.

Spero comunque di non averti confuso ( troppo ) le idee e che la lettura di
questo papiro sia servita a qualcosa. Spero d' incontrarti di persona e
magari parlare di tutto cio' dal vivo. Ad ogni modo se mi verrà ancora in
mente qualcosa che potrebbe essere utile ti rompero' ancora le scatole
informatiche e ti inviero' un altro messaggio.

Ciao e in bocca al lupo. Alessandro

PS. Per la cronaca: c'é stato un fittissimo scambio di E-mails tra il
sottoscritto e Tony Pay ( riguardo la telenovela: **Francis Poulenc e la
ricerca del santo Graal** ) ed unendo le rispettive conoscenze
sull'argomento abbiamo trovato dei particolari importanti sulla genesi del
pezzo. Io mi sono recato alla bibioteca nazionale di Francia e presto avro'
dalla vedova Boutard la parte originale sulla quale Poulenc e Boutard hanno
lavorato il pezzo. Tony ha interpellato Thea King e molte nuove informazioni
sono saltate fuori.
E' mia ( modestissima ) opinione che non sia vero che il pezzo é stato
girato, rigirato e sotto rigirato ma anzi
c'é probabilmente ancora qualcosa di oscuro da scoprire e cio *a me* stimola
parecchio.

Ma forse *sono solo canzonette* :-))))))

Ciaooooooooooo a tuttiiiiiiiiiii Alessandro
l'emigrante, l'extracomunitario )

-----Message d'origine-----
De : Guido <arbonelliclar@-----.it>
À : clair@-----.org>
Date : jeudi 29 avril 1999 19:36
Objet : [clair] R: [clair] il problema della tensione

>ciao Miriam,mi chiamo Guido Arbonelli e sono di perugia.
>Il tuo problema mi interessa più delle note della sonata di Poulenc,ormai
>girate,rigirate e sotto rigirate.
>Devo dirti di non avere avuto mai il tuo problema ma ho voluto sperimentare
>su di me altre situazioni appunto come quella di stress da "palcoscenico".
>L'ho sperimentato portando il mio corpo e la mia mente all'esasperazione:
>suono spesso musica contemporanea e mi trovo a cambiare dal cl al cl
>basso,dal cl al piccolo,in velocità,con elasticità.
>Il tuo problema è,secondo me,mentale.Tutto deriva da lì e tu dovresti
>esercitare di più la tua mente,ma non con il clarinetto in mano.
>Il tuo corpo ha bisogno di soffrire di più e ancor di più resisterà.
>Tutto questo sembra facile ma.........
>Il mio consiglio è CORRERE!.
>Non so dove abiti ma cerca un percorso,tra gli alberi,in mezzo alla natura
e
>corri.
>Vedrai che comincerai a non avere fiato,le gambe si fanno pesanti e la
mente
>ti dice subito che devi fermarti mentre sudi,sudi e sudi.
>E' qui che inizia la concentrazione: pensa,pensa molto nel rilassare i
>muscoli delle gambe ma non fermarti perchè sarebbe una battaglia persa e tu
>invece devi vincerla.
>Comincia a sentire che i muscoli delle braccia si allungano,si distendono e
>si rilassano.
>Questo per 10 minuti,poi ti fermi,respiri e ricominci più incazzata(scusa
il
>termine) di prima e vai!
>Non te ne accorgerai ma la tua mente farà un lavoro incredibile,e se sarai
>forte comincerai a capire che sei tu quella mente.La sentirai più
>malleabile,più elastica,più forte e tutto sarà più semplice.
>Non risolverai subito il problema ma.....sarai più forte.E' questo che
>importa.
>Se arriverai a 8 chilometri(passeggiando e correndo) nell'arco di un
anno,tu
>avrai vinto.
>Io farei così! Fammi sapere.Ciao.
>-----Messaggio originale-----
>Da: Miriam Caldarini <mimy@-----.net>
>A: clair <clair@-----.org>
>Data: mercoledì 21 aprile 1999 22.15
>Oggetto: [clair] il problema della tensione
>
>
>>Ciao a tutti,
>>ho da proporre se vi interessa un tema su cui discutere.
>>Credo che tutti (o quasi) si siano trovati a dover affrontare il
>>problema della tensione al momento di doversi esibire di fronte ad un
>>pubblico o ad una commissione.Sembra che tutto il corpo si coalizzi
>>contro di te per complicarti la vita:le mani iniziano a sudare, la bocca
>>si prosciuga, il respiro si fa affannoso, la mascella perde sensibilità,
>>nei casi peggiori si offusca la vista...ditemi voi come si fa a suonare
>>uno strumento come il nostro in queste condizioni!! E poi se nelle
>>proprie prospettive c'è quella di diventare professionisti, un'emotività
>>eccessiva può frenare anche un effettivo talento e rendere la carriera
>>quasi impossibile.
>>Visto che fra gli iscritti alla lista ci sono anche concertisti e
>>professionisti di un certo livello, mi piacerebbe sapere come e se hanno
>>superato questo problema, che è un po' il tormento di noi giovani
>>studenti.Naturalmente la domanda è allargata a tutti!
>>
>>Grazie! Miriam
>>
>>---------------------------------------------------------------------
>>Per annullare la sottoscrizione a Clair: clair-unsubscribe@-----.org
>>Comandi addizionali: clair-help@-----.org
>>Per qualsiasi altro problema: clair-owner@-----.org
>
>
>---------------------------------------------------------------------
>Per annullare la sottoscrizione a Clair: clair-unsubscribe@-----.org
>Comandi addizionali: clair-help@-----.org
>Per qualsiasi altro problema: clair-owner@-----.org
>
>

   
     Copyright © Woodwind.Org, Inc. All Rights Reserved    Privacy Policy    Contact charette@woodwind.org