Clair Archive - Posting 000012.txt from 1999/03
From: "Sandro" <sandro.dorella@-----.net> Subj: R: [clair] mi presento anch'io... Date: Sat, 06 Mar 1999 20:40:39 -0500
Ciao e benvenuto sulla mailing clarinettiana.
Io ho sempre avuto il pianoforte in casa fin da ragazzino, e anche se non
l'ho mai studiato seriamente ci ho sempre giocato, ed è tuttora per me un
importante "diversivo". Da sempre oltre che la classica mi piace ascoltare
anche altri generi, il jazz ma anche qualche buon gruppo rock o new-age, e
mi diletto nei momenti liberi a improvvisare qualcosina sul piano...L'unica
controindicazione, secondo la mia personale esperienza, è che passando
troppo tempo sul pianoforte si tende poi ad assumere una concezione
"percussiva" anche sul clarinetto, sia come dita che come emissione del
fiato, e non sempre è semplice separare le modalità esecutive dei due
strumenti. Ciò potrebbe rallentare i progressi sul clarinetto.
Ciao e a risentirci
----Messaggio originale-----
Da: Paolo.P.Leva@-----.se]
Inviato: mercoledì 3 marzo 1999 10.40
A: clair@-----.org
Oggetto: [clair] mi presento anch'io...
Ciao!
Mi chiamo Paolo e suono il clarinetto da circa sei anni, anche se
purtroppo il mio lavoro mi impedisce di dedicarmi allo strumento con la
corretta intensità.
Già che son qui, chiedo anch'io un paio di consigli. La mia "carriera"
di studente è passata attraverso varie fasi, i primi 3 anni, quando
abitavo a Milano, ho avuto la grande fortuna di avere come insegnante
Paolo Tomelleri, che mi ha fatto seguire un percorso di studio
comprendente metodi classici mischiati a metodi che "occhieggiavano"
più al Jazz, seppur senza eseguire brani Jazz o improvvisare (sono
"emigrato" da Milano proprio nel momento in cui si sarebbe dovuto
iniziare un approccio a questo tipo di studi).
Trasferitomi a Stoccolma, dove risiedo tutt'ora, ho iniziato invece per
un anno facendo solo studio di tecnica Jazz e improvvisazione, salvo
poi pentirmene amaramente, dato che le mie basi tecniche non erano
(sono) ancora sufficientemente solide e l'improvvisazione tende a
sviluppare le cose che si sa fare e a peggiorare le cose che non si sa
fare... (siete d'accordo?).
Quindi mi sono rivolto a Leif Hellman, un eccezionale clarinettista
classico nonché grande didatta, e adesso ho di nuovo la fantastica
sensazione di sviluppare in senso positivo la mia tecnica in tutte le
direzioni.
Dopo questa tirata, arrivo al dunque. Dato che io ritengo che la
conoscenza della tecnica Jazz sia importante anche per un musicista di
musica classica, specie se si pensa alla letteratura contemporanea per
clarinetto, come posso inserire l'improvvisazione e l'analisi degli
"standard" nel mio studio?
Altro quesito, io studio anche chitarra classica, dato che trovo la
chitarra molto più interessante del pianoforte. È lo studio del piano
fondamentale per un clarinettista? Io so strimpellare il piano e non ho
assolutamente problemi a suonare una sequenza di accordi in tutte le
posizioni, è ciò sufficiente?
Beh, a questo punto non mi rimane che ringraziarvi per la vostra
attenzione e scusarmi per la mia loquacità e... CIAO!!
Paolo
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